giovedì 3 marzo 2011

Maltempo nel Piceno. Santori: "Prevenire è meglio che curare"

ASCOLI PICENO - Precipitazioni forti, ma non certo eccezionali hanno un'altra volta messo in ginocchio la provincia di Ascoli. Non è una novità che la maggioranza dei comuni del Piceno annovera abitazioni nelle aree comprese tra la riva di un corso d’acqua ed il suo argine, negli alvei dei fiumi ed in aree a rischio frana. Un numero più che consistente d’amministrazioni conta perfino interi quartieri in zone a rischio, mentre la gran parte degli enti ha edificato in queste aree strutture e fabbricati industriali, con evidente rischio, non solo per l'incolumità dei dipendenti, ma anche per eventuali sversamenti di prodotti inquinanti. Nell'insieme, tra abitazioni, strutture industriali e strutture sensibili si può stimare che migliaia sono le persone quotidianamente esposte a pericolo.
“Quali iniziative l’Amministrazione provinciale ha sinora varato e quali intende introdurre per realizzare una concreta politica di difesa del suolo ed una mitigazione del rischio idrogeologico, nonché per far fronte agli ingenti danni subiti da aziende e privati?” A chiederselo è il presidente provinciale dell’Unione di Centro, Vittorio Santori, ex vicepresidente del Consiglio Regionale.
“Nel Piceno – spiega - abbiamo un valido apparato di protezione civile, ma non basta. Sull’intero sistema viario provinciale, purtroppo, si sono verificate frane ed esondazioni anche di piccola entità, che hanno indiscutibilmente evidenziato la carenza, o forse anche l’assenza, di una programmazione d’interventi di prevenzione e difesa del territorio. Pur consapevoli delle difficoltà economiche dell’Amministrazione guidata da Piero Celani, la cultura degli interventi in emergenza non è più accettabile. Che non è possibile continuare "a utilizzare i fondi della prevenzione per riparare ai danni", lo ha sostenuto ieri, commentando i danni provocati dal maltempo, anche il ministro dell'ambiente, Stefania Prestigiacomo, che con Celani dovrebbe avere in comune almeno la divisa. Non è più prorogabile l’impostazione di una gestione organica e sistemica del suolo in tutti i suoi aspetti, urbanistici, ambientali e sociali, per arrivare ad una cultura della prevenzione. È una priorità di cui il nostro territorio non può più fare a meno per assicurare prima di tutto sicurezza e difesa dei cittadini, ma anche sana e buona economia locale, fatta di tanti e piccoli interventi sul territorio, a cominciare dal coinvolgimento dagli artigiani e dagli agricoltori, vero presidio del territorio”. “La gestione del territorio – conclude Santori, presidente regionale di Liberal, anima dell’Udc - la pianificazione e l'attività di prevenzione sono obiettivi tanto basilari per amministratori capaci, quanto fondamentali per l'interesse di tutti, a partire dai comuni”.

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