Vogliamo ringraziare il Sindaco per le risposte alle osservazioni del Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste sul problema della variante di Via Beni; risposte a cui, essendo state pubblicate proprio il giorno dell’incendio del cinema Helios, vogliamo controbattere soltanto ora, dopo qualche giornata in cui giustamente l’attenzione di tutti è stata concentrata su quell’evento.
Secondo noi il Sindaco ha risposto in maniera evasiva e fuorviante, e la sua omissione di alcuni argomenti ci fa pensare che fossero giusti.
Innanzitutto si può affermare che non è vero che l’amministrazione non poteva fare niente: si potevano applicare criteri urbanistici comuni e consolidati e pretendere che l’esercizio di un diritto acquisito venisse concretizzato in maniera socialmente, ambientalmente ed economicamente tollerabile. E sorvoliamo qui - perché richiederebbe troppo tempo e spazio - sul fatto l’equiparazione culturale tra diritto di proprietà e diritto di edificazione sia la principale causa della rovina del nostro territorio e dello spaventoso livello di consumo di suolo che il nostro paese deve ancora subire.
In concreto stiamo parlando, ad esempio, del verde pubblico e privato: quella che possiamo tranquillamente chiamare colata di cemento in Via Beni è blandamente compensata da un campetto sportivo sul lato ovest. Quello che non viene detto è che l’edificazione viene realizzata dal privato ma il verde viene realizzato dal Comune, cioè da tutti noi con i nostri soldi. Quindi se è vero che non c’è stato aumento di volumetrie previste, c’è stato però un azzeramento del verde compensativo. Questo è il primo favore che viene fatto al privato.
Inoltre la variante provvisoriamente approvata dal Consiglio Comunale azzera la compensazione derivante dalla quota di edilizia economica e popolare, concedendo tutti i volumi a quella speculativa e di mercato, scelta niente affatto scontata. E questo è il secondo favore.
Ancora: è vero che il parcheggio viene realizzato dal privato, ma tutti gli introiti saranno a suo vantaggio per non meno di 35 anni! Possiamo considerare che il costo venga ammortizzato dopo dieci anni. E da allora in poi? Tutto profitto privato. Ed è vero che l’impianto di risalita viene realizzato dal privato, ma solo fino 300 mila euro, come scritto chiaramente nella delibera. Dato che sicuramente non basteranno, da quel punto in poi l’impianto verrà completato dall’ente pubblico: Costi pubblici. Quindi non è vero quindi che l’amministrazione non spenderà nulla. E questo è il terzo favore.
E se al Sindaco non risulta che i costi di manutenzione saranno a carico del Comune è solo perché probabilmente non ricorda bene il dispositivo della Delibera: si tratta di una distrazione forse perdonabile, che però ci porta immediatamente ad immaginare la paradossale situazione che verrà a crearsi tra una decina di anni, quando la città di Fermo sopporterà per circa un quarto di secolo un sistema parcheggio + ascensore che con una mano darà soldi ai privati e con l’altra consumerà soldi pubblici. Una vera pacchia. E questo è il quarto favore.
Ed infine il Sindaco non ha citato per niente l’azzeramento totale degli oneri di urbanizzazione. Ovviamente perché non si poteva negare questo particolare. Quinto favore.
In conclusione si può notare che la risposta del Sindaco è stata sbagliata e deliberatamente fuorviante per altre due ragioni. Una di merito: egli ha parlato di “diritti consolidati da oltre trent’anni”, mentre invece il Piano Attuativo APR N.14 è stato adottato nel 2008, e già in quella sede si poteva incidere sulle modalità di attuazione; ed in ogni caso i tempi di approvazione della variante sono stati scelti dall’Amministrazione, che ha voluto affrontarla soltanto in prossimità della scadenza. Ed una squisitamente grammaticale: perché egli ha retoricamente chiesto che cosa poteva fare l’amministrazione di fronte a quei diritti acquisiti, parlando al passato, come se ormai i giochi fossero fatti. Ed invece tutte queste cose l’amministrazione le può ancora fare: basta accogliere con serietà le osservazioni formalmente depositate dalle nostre associazioni e dar loro seguito, invece che liquidarle con la stessa frettolosità di quel suo comunicato.
Basta volerlo.
Il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Fermano
Italia Nostra, Archeoclub, LIPU, Legambiente, R&V Territorio, WWF,
River Keeper, Movimento Decrescita Felice, Chi Mangia la foglia
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