FABRIANO - Sabato 5 e domenica 6 marzo l’appuntamento al Teatro Gentile di Fabriano è con un grande classico, Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare nella lettura che ne dà il regista Tommaso Paolucci.
Scritto fra gli anni 1593 e 95, il Sogno – in scena a Fabriano nell’ambito della stagione promossa dal Comune di Fabriano e dall’AMAT con il contributo di Regione Marche e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - rappresenta la quintessenza di tutte le commedie di Shakespeare. Mito, fiaba e quotidianità si intersecano senza soluzione di continuità e questo porta a riconoscere all’interno dell’opera, suggestioni che vanno da fonti classiche (Le Metamorfosi di Ovidio) al patrimonio folkloristico inglese (fate e folletti burloni), originalmente e genialmente contaminati e ricreati dalla fervida fantasia del drammaturgo. L’opera fu probabilmente composta in occasione della celebrazione solenne di nozze tra i membri dell’aristocrazia inglese.www.amat.marche.it.
Scritto fra gli anni 1593 e 95, il Sogno – in scena a Fabriano nell’ambito della stagione promossa dal Comune di Fabriano e dall’AMAT con il contributo di Regione Marche e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - rappresenta la quintessenza di tutte le commedie di Shakespeare. Mito, fiaba e quotidianità si intersecano senza soluzione di continuità e questo porta a riconoscere all’interno dell’opera, suggestioni che vanno da fonti classiche (Le Metamorfosi di Ovidio) al patrimonio folkloristico inglese (fate e folletti burloni), originalmente e genialmente contaminati e ricreati dalla fervida fantasia del drammaturgo. L’opera fu probabilmente composta in occasione della celebrazione solenne di nozze tra i membri dell’aristocrazia inglese.www.amat.marche.it.
Con Sogno di una notte di mezza estate prende avvio anche a Fabriano Scuola di platea, progetto di introduzione al teatro per gli studenti degli istituti superiori promosso dall’AMAT in collaborazione con il corso di Storia del Teatro dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” in tutta la regione con grande successo.
Il progetto è finalizzato a formare i ragazzi alla cultura teatrale grazie all’ospitalità offerta alle compagnie nell’ambito delle stagioni di prosa. La partecipazione allo spettacolo è solo il momento centrale di un programma che prevede, a seconda dei casi, incontri propedeutici o di approfondimento. I seminari preliminari vogliono essere un momento propedeutico, volto a tracciare alcune linee di lettura dell’opera teatrale attraverso l’ausilio di materiali critici. Nella seconda fase, Scuola di platea si sposta a teatro, dove gli studenti assisteranno alla spettacolo. La conclusione del progetto prevede - il giorno successivo alla visione dello spettacolo - l’incontro con la compagnia, occasione per confrontare quanto studiato criticamente e poi visto a teatro con gli stessi artefici della messinscena.
“Un Sogno giovane interpretato da giovani attori – scrive Tommaso Paolucci nelle note di regia - questo potrebbe essere lo slogan dello spettacolo. Una serie di vecchi banchi di scuola ammassati e composti determinano i tre spazi scenici, la corte, il teatro dei comici ed il mondo magico. Un grande telone che li ricopre forma il luogo incantato della foresta. Uno spettacolo rapido fatto di accensioni, incostanze, capricci, illusioni e delusioni, follie d’ogni sorta d’amore che danno un corpo e tessono un loro mondo così vivo e reale come quello degli uomini che quegli affetti visitano, estasiandoli e tormentandoli, innalzandoli e abbassandoli facendo sì che tutto sia parimenti reale e parimenti fantastico. Tre mondi, quello classico, quello magico e quello comico, continuamente intrecciati. Il sogno dell’amore, della magia, dell’arte si unisce al momento più comico quello legato alla compagnia degli attori, per antonomasia figli di un mondo di finzioni.
Per citare lo stesso Shakespeare, ”l’amore è la più saggia delle follie, un’amarezza capace di soffocare, una dolcezza capace di guarire.”
La traduzione e l’adattamento dello spettacolo – prodotto da Teatro Ghione e interpretato dai giovani attori del Ghione e del Teatro Sistina - sono di Tommaso Paolucci, Fabrizio Angelini e Gabriele Moreschi che firma anche le scene. I costumi sono di Graziella Pera, le musiche della Macina e i movimenti coreografici di Fabrizio Angelini. Inizio spettacoli: sabato ore 21, domenica ore 17. Per informazioni e biglietti (da 8 a 25 euro): biglietteria del Teatro Gentile tel. 0732 3644, AMAT tel. 071 2072439,
Il progetto è finalizzato a formare i ragazzi alla cultura teatrale grazie all’ospitalità offerta alle compagnie nell’ambito delle stagioni di prosa. La partecipazione allo spettacolo è solo il momento centrale di un programma che prevede, a seconda dei casi, incontri propedeutici o di approfondimento. I seminari preliminari vogliono essere un momento propedeutico, volto a tracciare alcune linee di lettura dell’opera teatrale attraverso l’ausilio di materiali critici. Nella seconda fase, Scuola di platea si sposta a teatro, dove gli studenti assisteranno alla spettacolo. La conclusione del progetto prevede - il giorno successivo alla visione dello spettacolo - l’incontro con la compagnia, occasione per confrontare quanto studiato criticamente e poi visto a teatro con gli stessi artefici della messinscena.
“Un Sogno giovane interpretato da giovani attori – scrive Tommaso Paolucci nelle note di regia - questo potrebbe essere lo slogan dello spettacolo. Una serie di vecchi banchi di scuola ammassati e composti determinano i tre spazi scenici, la corte, il teatro dei comici ed il mondo magico. Un grande telone che li ricopre forma il luogo incantato della foresta. Uno spettacolo rapido fatto di accensioni, incostanze, capricci, illusioni e delusioni, follie d’ogni sorta d’amore che danno un corpo e tessono un loro mondo così vivo e reale come quello degli uomini che quegli affetti visitano, estasiandoli e tormentandoli, innalzandoli e abbassandoli facendo sì che tutto sia parimenti reale e parimenti fantastico. Tre mondi, quello classico, quello magico e quello comico, continuamente intrecciati. Il sogno dell’amore, della magia, dell’arte si unisce al momento più comico quello legato alla compagnia degli attori, per antonomasia figli di un mondo di finzioni.
Per citare lo stesso Shakespeare, ”l’amore è la più saggia delle follie, un’amarezza capace di soffocare, una dolcezza capace di guarire.”
La traduzione e l’adattamento dello spettacolo – prodotto da Teatro Ghione e interpretato dai giovani attori del Ghione e del Teatro Sistina - sono di Tommaso Paolucci, Fabrizio Angelini e Gabriele Moreschi che firma anche le scene. I costumi sono di Graziella Pera, le musiche della Macina e i movimenti coreografici di Fabrizio Angelini. Inizio spettacoli: sabato ore 21, domenica ore 17. Per informazioni e biglietti (da 8 a 25 euro): biglietteria del Teatro Gentile tel. 0732 3644, AMAT tel. 071 2072439,
Nessun commento:
Posta un commento